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Capitolo Priorato di San Martino

09/11-11-2012 SETTEFRATI - FR

 

Dal giorno 9 Novembre al giorno 11 Novembre si sono svolti i lavori del Capitolo del Priorato di San Martino presso la sua Commanderia di Settefrati, un bel paesino ricco di tradizione religiosa, sito a circa 40 km dall'abbazia di Cassino.

Confesso di essere stato colpito dall’ accoglienza e dalla benevolenza che ci ha testimoniato la popolazione locale, sono stato commosso dalla collaborazione fraterna prestataci dai membri della locale ed antica Confraternita di Santa Maria delle grazie e dalle autorità cittadine, di cui sono felice di annoverare tra i nostri nuovi Cavalieri il Sindaco Cav. Fr. Riccardo Frattaroli.

Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo al Priore della Confraternita Renato Buzzeo, vero esempio di concretezza, schiettezza, dedizione alla fede, modestia e amore cristiano.

Ringraziamo Don Antonio Molle per averci dato spazio: Egli Arciprete, Rettore del Santuario Diocesano e Parroco è uomo severo, prudente e fine osservatore, generoso nella dedizione alla sua comunità di cui appare attenta guida; insomma un vero buon pastore.

Ringraziamo la Signora Donatella Wirth per l’assistenza che ci ha prestato e per la disponibilità che ci ha dimostrato, restando nel contempo ammirato per l'amore che dimostra al suo paese d'adozione.

Ringraziamo Loreta,  bravissima fotografa, per essere sempre stata con noi dimostrandoci disponibilità e attenzione.

Ringraziamo i nostri confratelli della Commanderia di Santo Stefano per l’affetto che ci hanno dimostrato e siamo fieri del loro generoso operato nella Protezione Civile.

Infine Ringraziamo i Nostri Confratelli Maurizio Renes ed Edy Polanzan per le fatiche alle quali si sono sottoposti pur di stare assieme a noi e per le piccole attenzioni che ci hanno sempre riservato.

Abbiamo lasciato la buona terra di Settefrati con un certo rimpianto, ma certamente ricaricati nello spirito e nelle intenzioni.


Ringraziamo il Signore per quanto ci ha dato nei giorni di questo Capitolo a Settefrati.

il Priore.

 

Ringraziamo il Gran Priorato O.M.C.T.H. di Germania per averci dato grande onore nel riportare la notizia all'interno del loro sito.

 

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Capitolo Internazionale Trier

04/07-10-2012 GERMANIA

Nei giorni 4/7 Ottobre 2012 si è svolto  a Trier, l’antica Treviri, il Capitolo Internazionale O.M.C.T.H.

 

Il Capitolo ci ha riservato parecchie novità:

 

- Il nostro Priore è stato riconfermato Vicecomandante Generale dell’Ordine (O.M.C.T.H.) per altri quattro anni.

 

- La auto costituita Comanderia italiana di San Giorgio, prima allocata presso il Gran Priorato di Germania,  dietro accettazione dei suoi membri, è stata posta sotto la Guida ed il comando del nostro Priore e Comandante Fr.Nadir Balilla Tontini.
Naturalmente il comando di Comanderia resta all’ attivissimo Ufficiale Federale Fr. Cav.Davide Nanni, a cui
vanno i nostri più fervidi auguri di buon lavoro.

 

-  E’ stato stabilito dal nostro Gran Comandante Generale Federale, Fr. Werner Rind che i Priori Nazionali sono tenuti a effettuare le investiture anche in presenza della massima autorità federale.
Quando era presente il Gran Comandante Federale, era norma di rispetto e cortesia, affidargli il compito dell’investitura.
Purtroppo, per la constatazione che tale pratica si prestava spesso come scappatoia a tentativi di infedeltà nei confronti dei Comandanti Nazionali, si è arrivati all’abolizione di tale uso.

 

-  Ora il Priorato di San Martino annovera tra le sue file Due nuovi Cavalieri: Fr Roberto M. e Fr. Roberto P. sono stati investiti in Trier, nell’ antica monumentale chiesa di San Gandolfo durante la messa Pontificale celebrata  dal nostro Protettore Religioso Sua Beatitudine Gregorio III Laham Patriarca di Gerusalemme , Damasco e dell’Oriente.
L’investitura, secondo le nuove regole, è stata effettuata  dal nostro Priore, mentre i manti sono stati aggiustati sulle spalle dei nostri confratelli dallo stesso Patriarca Gregorio III, un grande onore questo.

 

Il Priore di San Martino O.M.C.T.H.

 

 
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Intervista a Gregorio III Laham

Patriarca della Chiesa Greco­melchita - Cattolica

AVVENIRE martedì 17 ottobre 2012 - di Lucia Capuzzi

Articolo Avvenire 16-10-2012

«Solo la riconciliazione può arginare il caos»

l'intervista a Gregorio III Laham, patriarca della Chiesa greco­melchita- cattolica e a mons. Jean-Clement Jeanbart

«Non si può andare avanti così. Con le armi non si arriva ad alcuna soluzione E l’opposizione è divisa»

Civili massacrati mentre fanno la fila per la distribuzione del pane.
Medici arrestati insie­me ai figli dal regime mentre curano i feriti.
Famiglie utilizzate come scu­di umani dai ribelli nei centri citta­dini.
Decine e decine di vittime. E profughi: un fiume umano in fuga da morte e orrori che si fa sempre più numeroso. È sufficiente leggere le no­tizie giunte dalla Siria solo negli ulti­mi tre giorni per restare quantome­no senza parole. «La violenza si è fat­ta inaudita. Basta pensare che nel 2011, la stampa locale parlava di 5mi­la morti. Da febbraio ad ora sareb­bero il quintuplo», dice il patriarca della Chiesa greco-melchita- cattolica in Siria, Gregorio III Laham, in questi giorni in Italia per il Sinodo e impegnato in una serie di iniziati­ve col sostegno della Rete No War.
Il Patriarca vuole lanciare un appello al mondo perché «fermi il massacro». Non, però, con un intervento milita­re o con forniture d’armi a una delle fazioni in lotta, ma attraverso la pro­mozione del dialogo. Quello che da mesi ormai fa il movimento Mussa­laha, nato all’interno della società ci­vile siriana e sostenuto da rappre­sentanti delle differenti confessioni religiose. Iniziativa popolare che, fin dall’inizio, Gregorio III appoggia e promuove.

È possibile costruire la pace in Siria?

Una cosa è certa: non è possibile an­dare avanti così. Abbiamo visto che con le armi non arriviamo a niente. È giunto il momento di trovare un’al­tra strategia. Mussalaha funziona: lo abbiamo visto a livello locale. Attra­verso il dialogo e la riconciliazione si riescono a ricomporre i conflitti nei villaggi. Sarebbe ora di ripro­porre la medesima strategia a livel­lo nazionale.

L’escalation di violenza si fa di gior­no in giorno più feroce...

Spesso, media e analisti parlano di guerra civile siriana. Nel mio Paese, in realtà, non c’è un conflitto, c’è il caos. Perché non ci sono due parti in lotta, ma una serie di gruppi con interessi diversi e spesso contrappo­sti. L’opposizione non è movimento unico. Ai dissidenti si uniscono spes­so bande armate che approfittano della situazione confusa per regola­re vecchi conti, saccheggiare villaggi, attuare vendette. A farne le spese so­no i civili, intrappolati nei combatti­menti. I cristiani, che sono le vittime più fragili in quanto minoranza, stan­no affrontando indicibili sofferenze. 

Può fare qualche esempio?

Una degli ultimi casi è avvenuto a in un sobborgo di Damasco. Gruppi ar­mati si sono presentati e hanno inti­mato alla popolazione – quasi tutta cristiana – il pagamento di 25mila dollari al mese. Una cifra enorme per chi sta perdendo tutto a causa degli scontri. 

Che cosa sta facendo la Chiesa per assistere la popolazione?

La Chiesa cerca di stare il più possi­bile accanto alla gente. A tutti, cri­stiani e musulmani, ribelli e filo-go­vernativi. La Chiesa non propende per nessuna parte politica ma cerca di difendere la popolazione dagli a­busi. Per questo, pur con pochi mez­zi, distribuiamo cibo e aiuti, acco­gliamo gli sfollati interni, che sono tantissimi. E promuoviamo il dialo­go. Con la violenza non si mette fine alla violenza. Noi siriani dobbiamo spezzare questo circolo vizioso.


AVVENIRE © RIPRODUZIONE RISERVATA


 
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Settefrati

Festa del Patrono

 

Nel giorno di Santo Stefano, Patrono di Settefrati,  due membri  del Priorato di San Martino, Fratello Roberto e Fratello Santino, si sono recati in visita alla nostra  comanderia  ivi operante, portando con loro un buon numero di capi di abbigliamento ed altri aiuti, destinati ad un gruppo di rifugiati di origine africana.

I nostri confratelli della Comanderia dei Cavalleggeri della Madonna di Settefrati, pur se appena costituiti, si sono subito attivati sul territorio con vero spirito cristiano e ci hanno segnalato  la situazione di disagio dei rifugiati e tutti insieme, in pochissimo tempo, abbiamo racimolato il possibile.

Ringraziamo tutti i nostri confratelli di Settefrati per l’amore fraterno e la cortesia con cui hanno accolto i nostri inviati e un ringraziamento particolare lo rivolgiamo al Sindaco Riccardo Frattaroli ed al Parroco Don Antonio Molle, che si sono sempre dimostrati  benevoli e aperti nei confronti del Priorato di San Martino e degli ideali e della testimonianza di fede Cristiana di cui vuole essere portatore.

Il Priore

 

 

 
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Capitolo Internazionale del Priorato di San Martino OMCTH

Venerdì 11 / Sabato 12 / domenica 13 Novembre 2011

Roma - Santa Maria in Cosmedin

 

Venerdì 11 Novembre, nel giorno di San Martino, alle ore 09,30 sono iniziati i lavori del nostro Capitolo Internazionale.
Nella Sala Capitolare, appositamente allestita nella Foresteria della Basilica di Santa Maria di Cosmedin, ci siamo ritrovati con una rappresentanza del O.M.C.T.H. formata dal nostro Gran Comandante Generale, Sua Eccellenza Fr. Werner Rind, dal Gran Ufficiale, dal Fr. Dott. Geo Mary, dal Comandante Fr. Michael Hoier Shonbeck, dal Comandante Fr. Joachim Schwarzer.
Erano presenti per la Federazione anche la Comendatora Sr. Katharina Rind, La Commendatora Sr. Ilona Ernst, la Dama Sr. Marianne Exner.
Purtroppo non hanno potuto essere presenti ai lavori il nostro Protettore Spirituale ed il Decano dei nostri Cappellani: Sua Beatitudine il Patriarca Gregorio III Laham era dovuto tornare a in Oriente per la gravissima e ben nota situazione Siriana; Sua Ecc. Mons. Johan Evangeliste Jarque Y Jutglar, Prelato Emerito aveva avuto richiesta di restare a Barcellona (Spagna) allo scopo di aiutare l’attuale Vescovo in importanti e irrimandabili faccende. Il Diacono Hubertus Matthias Kyrill ci ha invece raggiunto in serata.

Sabato 12 Novembre, Sala Capitolare: dopo una discussione sullo stato dell’Ordine e su questioni etiche, abbiamo accolto fraternamente nove postulanti provenienti da Settefrati (Frosinone), membri della nostra, ivi costituenda, Comanderia di Santo Stefano.
Dopo la colazione di lavoro delle ore 13,15 siamo passati all’istruzione dei postulanti poiché alle ore 18,30 era stato stabilito in Santa Maria In Cosmedin l’inizio della Messa Solenne, dopo la quale avrebbero fatto promessa per il Sergentato e ricevuto la benedizione, già investiti del manto nero con croce patente rossa.
La Santa messa, officiata dall’ Archimandrita e Rettore della Basilica Mons. Mtanios Haddad è stata suggestiva, e le parole che Egli ci ha rivolto nell’Omelia ricordandoci il nostro ruolo nei confronti dei nostri sofferenti fratelli della Terra Santa sono state toccanti e coinvolgenti.
Con particolare piacere abbiamo ascoltato le parole di augurio che il nostro Comandante Generale ha rivolto ai nuovi Sergenti dopo averli accolti nell’Ordine e dopo aver donato Loro un cero artistico a ricordo della nomina, con la raccomandazione di accenderlo almeno una volta l’anno quando fossero tutti riuniti.
Dopo i sentiti auguri di buon cammino che i nuovi Sergenti hanno ricevuto da Mons. Mtanios e da tutti noi e dopo le immancabili foto di rito ci siamo accomiatati, erano ormai le ore 21,00.

Domenica 13 Novembre, dopo un breve meeting in Sala Capitolare, abbiamo indossato insegne e manti e siamo scesi nella sottostante e attigua Basilica per la S.Messa domenicale delle 10,30, ove abbiamo partecipato assieme a tutti i parrocchiani.
La funzione religiosa è veramente partecipata e sentita dalla comunità Cattolico Melchita e tutte le volte che possiamo essere in comunione con Loro ne usciamo cambiati e arricchiti, tutti ci hanno voluto salutare, tutti ci hanno tangibilmente mostrato il loro affetto.
Dopo una nuova riunione in Sala Capitolare aperta a tutti i presenti, voluta Da Mons. Mtanios Haddad che ha voluto offrire a tutti caffè e pasticcini abbiamo iniziato ad accomiatarci. I primi ad andarsene sono stati i nostri confratelli Germanici , poi è stata la nostra volta.

Il Priore.

 

 

 
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