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Preambolo alla ricerca storica sui gruppi Neotemplari oggi esistenti:

La questione della Legittimità

 


sigillo

 

Dopo un cammino di oltre quattordici anni nel mondo della cavalleria Neotemplare è per me giunto il momento di iniziare a trarre delle conclusioni e mettere dei punti fermi.

In cavalleria ho incontrato luci ed ombre, uomini che definirei veri astri luminosi ed altri meschini e gretti. Ho incontrato fede e virtù e anche arrivismo e calcolo, e troppi, veramente troppi individui di poco valore nella vita di tutti i giorni e che in Cavalleria pensano di aver trovato un luogo dove poter coltivare la loro importanza personale.

Poi mi sono imbattuto nella secolare questione della legittimità della Cavalleria Templare giunta nel tempo sino a noi e della quale sono membro, e della validità della linea di trasmissione postuma a Jacques de Molay, ultimo vero Magister Templi riconosciuto anche dal Papato.

Tra gli astri luminosi sono orgoglioso di annoverare il mio Comandante, Sua  Eccellenza Fr. Werner Rind, Gran Comandante Generale della Federazione Internazionale OMCTH della quale faccio parte con il grado di Vicecomandante.

Egli, con il consiglio e l’appoggio di Mons. J. Evangeliste Jarque, nostro Cappellano anziano, ha avuto il coraggio e la forza di operare uno strappo epocale all’interno dell’OMSTH creando una distinzione in Cavalleria tra quanti, pur se eticamente corretti, portavano avanti l’idea cavalleresca legati alla massoneria, e coloro che la attuavano nel pieno senso religioso dell’Amore Cristiano rispettando la Chiesa Cattolica e l’Ecumenismo nelle forme che Essa approva e sostiene.

Son passati molti anni da allora: nell’anno 2001 venne approvata la Carta di Montserrat e l’anno dopo, di ritorno da un pellegrinaggio a Poblet, nel corso di una memorabile colazione di lavoro nei pressi di Barcellona ove ero presente, si assegnò il  nome alla nostra federazione, reintroducendo, finalmente e giustamente nella sigla designata, il nome di Nostro Signore:

O.M.C.T.H.= Ordo Militiae Christi Templi Hjerosolymithani.

Dalla presa di distanza dall’OMSTH si curarono molti dettagli: l’antico Ordine della Miltia Christi non ha mai avuto un Gran  Maestro ma un Magister Templi di nomina capitolare ed approvazione papale, così l’OMCTH non ha un Gran Maestro ma un reggente denominato Gran Comandante Generale; in questo modo, non volendo vantare una completa ed autonoma continuità, si sono rispettate le indicazioni della Chiesa, che con la ben nota sospensione “Ad Divinis” ordinava di non ricostituire l’Ordine del Tempio.

La nostra federazione oggi può vantare, grazie al lavoro, alla dedizione e alle opere del nostro beneamato G.C. Generale, la protezione religiosa di un Patriarca Cattolico Orientale, Sua Beatitudine Gregorio III Laham e la protezione nobile del Principe Etiope Asfa Von Asserate, il cui casato si dice discendere direttamente da Re Salomone e dalla Regina di Saba.

Oggi, grazie alla approvazione e protezione che il Patriarca Cattolico Melkita di Gerusalemme e Damasco ci concede nella sua autonomia e in qualità di alleato del Pontefice (giacché il suo status è “Cum Petro, non sub Petro”), la nostra federazione si trova ad avere una legittimazione religiosa che nessun’altra organizzazione neotemplare può vantare, oltre ad una protezione nobile di tutto rispetto e -per i credenti- la più prestigiosa possibile.

Dopo quanto sopra esposto è irrilevante dare importanza a documenti quali la “Carta di Larmenius” che sicuramente è un falso storico e, se non lo fosse, tramanderebbe una genealogia di Gran Maestri non approvati dalla Chiesa.

Inoltre chiunque abbia letto gli atti del processo “Contra Templares” avrà capito che la “Carta di Larmenius” è un documento incongruente con la volontà delle gerarchie Templari. Esse, lasciandosi mettere al rogo con un estremo atto di fedeltà alla Chiesa che nessuno avrebbe osato chiedere loro, si sono immolate per sottrarre il Pontefice Clemente V ai ricatti del Re Filippo IV il Bello. La figura del Pontefice Clemente V deve essere riabilitata in campo cavalleresco dato che dagli atti del processo “Contra Templares” emerge che egli  ha tentato fino all’ultimo di salvare l’Ordine Templare e che l’inchiesta fatta condurre da lui dichiarava innocenti i Templari e li riammetteva ai Sacramenti. Dagli stessi atti processuali del processo “Contra Templares” si evince anche che nessuna vendetta doveva essere posta in atto nei confronti del Papato, battutosi per salvare i Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme.

Oggi possiamo affermare, confortati anche dalla scienza (vedi gli studi pubblicati dalla Studiosa Barbara Frale), che la questione della vendetta nei confronti della Chiesa fu il frutto di una convincente macchinazione e disinformazione massonica;  d’altronde ogni vero Cristiano sa che il Signore Iddio dice “Mia sarà la vendetta e il castigo” Deuteronomio-35.

Personalmente ritengo che dei Gran Maestri riconducibili alla suddetta “Carta” e di quelli susseguitisi dal Duca di Orleans in poi, quasi nessuno sia da citare come esempio di vita cristiana: si annoverano fra questi sanguinari, truffatori, libertini, esoteristi, scismatici, golpisti e massoni di altissimo livello.

Ovviamente la mia idea  e le mie considerazioni sono immutate anche circa l'altra presunta linea di discendenza , pretesa dal Barone Carl Gotthelf von Hund ,questa linea dichiaratamente in seno alla massoneria .

Sebbene da alcuni queste linee di discendenza sono indicate come uniche e vere, esse sono comunque sempre mancanti di qualsiasi ”Imprimatur“ Papale , nonostante l'ordine sia stato assolto al ”Processo di Ravenna” dal Magistrato Papale ed Arcivescovo di Ravenna Rinaldo da Concorrezzo.

La mia idea è che, vivendo nei tempi attuali, la nostra Legittimazione dobbiamo costruirla con la testimonianza di Fede Cristiana, il lavoro e meriti odierni. Certo dobbiamo essere grati a quanti nel corso dei secoli hanno lottato per l’ideale “Templare”, la maggior parte dei quali era sicuramente in buona fede: grazie a molti di loro è stata conservata un’etica che, anche se laica, inevitabilmente è dovuta tornare ad abbracciare nel giusto modo la Fede Cristiana, motore originario di tutta la Cavalleria Occidentale.

 

Non Nobis, Non Nobis  Domine, sed Nomini Tuo da gloriam

 

 

 

Fr. Nadir Balilla Tontini

Vicecomandante della Federazione Internazionale OMCTH e
Priore del Priorato di San Martino OMCTH

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Ottobre 2013 11:52
 
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IL MANTO  BIANCO  RECANTE  LA  ROSSA  CROCE  PATENTE:

Riflessioni ed esperienze del Priore maturate in lunghi anni di militanza nell’Ordine



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Il traguardo più emozionante e più ambito per chi si avvicina e vuol entrare a fare parte della vera Cavalleria Religiosa Templare è l’onore di poter indossare il bianco manto armato della rossa croce patente.

Questo momento è inteso dai più come un punto di arrivo; Errore madornale!
L’Investitura cavalleresca è solo il punto d’inizio e dovrebbe essere recepita come il riconoscimento da parte dell’Ordine che l’investito ha iniziato a prendere coscienza dei doveri che ha deciso di assumersi nei confronti della Società Umana, della Chiesa Cristiana e dell’Ordine stesso.

Errore grande è anche pensare di essersi elevati di rango avendo incontrato nei meeting internazionali personalità civili o religiose di notevole rilevanza, magari avendo potuto sedere a tavola affianco a loro, avendo la possibilità di parlare in modo confidenziale ed amichevole con queste.
In realtà non si è compreso che chi è veramente grande ha la capacità di abbassarsi e che il prestigio e la considerazione saranno eventualmente dovuti al lavoro che si è riusciti a svolgere nei dettami delle corrette regole.
Il Cavaliere non deve mai dimenticare che il suo agire deve essere improntato alla massima correttezza e modestia e assolutamente non deve lavorare per conseguire “meriti”,  piuttosto è il lavoro che questi svolge che deve essere considerato meritevole.

Purtroppo, nel corso degli anni ho dovuto constatare che il momento più bello è anche il più pericoloso se non si è compreso che il manto è il simbolo di una militanza e che senza lo spirito di servizio, sopra tutto nei confronti dei più umili, ostentarlo è un  non senso.

Il manto bianco non sancisce l’appartenenza ad una élite.

Il manto bianco non sancisce una differenza sociale.

Il manto bianco non è sufficiente a testimoniare una purezza ed una elevazione spirituale raggiunte, anzi ogni volta che ci accingiamo ad indossarlo dobbiamo interrogarci se siamo degni di apparire in quella veste e se siamo degni di quella rossa croce patente che gli altri ci vedranno portare.

Purtroppo noi Italiani siamo per antonomasia il popolo dei” lei non sa chi sono io” e, in genere, chi meno conta più cerca di ostentare.
Purtroppo molti di noi non capiscono che bisogna cercare di crescere dentro piuttosto che tentare di apparire grandi fuori e che l’arroganza è il preludio della caduta. A questo riguardo visto che siamo Cristiani, non dimentichiamoci che i guai sono iniziati addirittura “Nell’Alto dei cieli”, con Lucifero, il più bello e potente angelo ed il primo a cadere. Sono continuati nel “Paradiso terrestre” con  Adamo ed Eva e successivamente visto che l’umanità non riusciva a migliorarsi si sono estesi su tutta la terra, col “Diluvio Universale”.
In seguito, ai tempi del grande e potente re Nimrod, il costruttore della torre di Babele, l’umanità da poco risorta aveva dimostrato di non essere molto cambiata: Insomma noi, per la maggior parte, abbiamo la maledetta tendenza a restare sempre uguali a noi stessi, specialmente nelle nostre pecche!

Ricordiamoci invece che idealmente vorremmo seguire, per quanto la modernità ce lo conceda, le orme di quegli antichi Cavalieri ai quali dopo aver preso i voti più nulla apparteneva se non la loro fede, il loro coraggio, la loro dedizione alla Cristianità. Ricordiamoci che se era loro concesso di conservare un ricordo di famiglia in metallo prezioso, questo doveva essere coperto di vernice nera perché non fosse in alcun modo simbolo di ostentazione.

Con molta amarezza ho dovuto constatare che per troppi il “momento più bello” è stato l’inizio della caduta, ma ciò è comprensibile se, da bravi Cristiani, ci ricordiamo che la leva che il “Maligno Satana” usa con più successo nei nostri confronti è quella della adulazione, facendoci credere portatori di chissà quali capacità esclusive, accrescendo la nostra arroganza e il nostro senso di insoddisfazione, allontanandoci dalla comprensione delle nostre naturali inadeguatezze.

San Bernardo da Chiaravalle, colui che scrisse la regola dei Cavalieri più discussi e ammirati di tutti i tempi, a cui Noi  e la nostra cavalleria ci vogliamo ispirare, affermava che era stolto e non meritevole chi gioiva constatando la propria virtù, poiché se questa era veramente presente era perché il Signore Iddio l’aveva permesso!
Possiamo dunque concludere dicendo che non possiamo considerarci ispirati ai Poveri Commilitoni della Milizia di Cristo, poi denominata del Tempio di Gerusalemme, e odiernamente in modo riduttivo e piuttosto improprio Cavalieri del Tempio o più semplicemente Templari, se non abbiamo capito che neppure la virtù ci appartiene e se  essa è presente in noi è solo perché il Signore Iddio l’ha permesso.

 

Non Nobis, Non Nobis  Domine, sed Nomini Tuo da gloriam

 

Fr. Nadir Balilla Tontini

Vicecomandante della Federazione Internazionale OMCTH e
Priore del Priorato di San Martino OMCTH

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Agosto 2013 20:57
 
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In pace preghiamo il Signore, per la Siria!

Roma - Santa Maria in Cosmedin

 

Accogliendo l'invito, noi del Priorato di San Martino eravamo presenti in piccola delegazione alla relazione sulla tragica situazione di fatto in Siria.

I relatori erano soprattutto, testimoni degli eventi che coinvolgevano i Cristiani presenti su quella ormai martoriata terra.

Dopo la preghiera e la S. Messa, dopo aver manifestato la nostra solidarietà e aver salutato Mons. Mtanious Haddad e il Prelato Emerito Mons Hilarion Capucci, nonchè molti dei presenti, abbiamo preso commiato.

 
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Giorno di Santo Stefano 2012

COMMANDERIA DI SANTO STEFANO

SETTEFRATI - FR

Foto di Gruppo

Foto di gruppo assieme agli amici della locale Confraternita di Santa Maria delle Grazie.

 

Presepe settefrati 2012

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Gennaio 2013 15:33
 
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Santo Natale 2012

COMMANDERIA DI SAN MARCO

PADOVA

 

 

 

 

Natale Padova 2102

Presepe Padova

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Gennaio 2013 15:30
 
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