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Intervista 02 ottobre 2008

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In data 02 Ottobre 2008, il nostro Priore Nadir Balilla Tontini è stato recentemente intervistato da un giornalista della Voce di Romagna "Giuseppe Ghini", professore ordinario presso l'Università degli studi di Urbino.

L'intervista è poi uscita sulle pagine di un inserto della Voce di Romagna, Le Ragioni dell'Occidente.

Di seguito riportiamo l'intervista com'è stata pubblicata:

IL FUTURO DELLA ROMAGNA? L'ANTICO CAVALIERE TEMPLARE.

Nadir Balilla Tontini è un cavaliere Templare. O meglio un neo-templare, dato che l'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, questo il nome per esteso dei Templari, venne sciolto nel 1312 e l'ultimo Maestro morì sul rogo due anni dopo. Nadir - che di mestiere fa l'autista - appartiene al Priorato di San Martino, una delle tante associazioni che intendono far rivivere lo spirito dei Cavalieri Templari nel terzo Millennio. L'abbiamo intervistato...

D. Anzitutto, proviamo a fare un pò di luce nella nebbia che avvolge Templari, neo-templari ecc... Lei concorda sul fatto che l'Ordine dei Templari è finito con la morte sul rogo dell'ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay nel 1314?

R. Sono felice che sia andato al sodo delle questioni. E' innegabile che con la morte di Jacques De Molay, l'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme legalmente ha cessato la sua esistenza: anzitutto perché il Maestro era di nomina papale e Jacques De Molay è stato l’ultimo Maestro nominato (la dizione “Gran Maestro” è posteriore ai tempi di esistenza dell’Ordine ed è di stampo massonico); in secondo luogo, perché il patrimonio del Tempio venne spartito tra gli altri Ordini, soprattutto gli Ospitalieri (poi Cavalieri di Malta) e i suoi  membri vennero fatti confluire in altri Ordini.

D. Cosa pensa dell’infinità di leggende che sostengono che l’Ordine dei Templari è continuato sotto altri nomi, altre denominazioni ecc.?

R. In realtà una linea di trasmissione di reggenti sino ai tempi odierni esiste ma moltissime denominazioni e trasformazioni sono pura invenzione letteraria.

D. In particolare – perdoni la banalità, ma la domanda gliela devo proprio fare – come considera i rapporti tra Templari e Massoneria?

R. La grande confusione fra Tempio e Massoneria non è casuale. La massoneria ha infatti cercato di appropriarsi del prestigio dei Cavalieri Templari, affermando di esserne l’erede spirituale e di essersi fatta carico della loro vendetta nei confronti delle case reali e del papato. Concretamente, ad esempio, la Massoneria si è appropriata di simboli ed elementi architettonici templari e, nel Rito Scozzese, uno dei gradi più elevati è detto appunto del Cavaliere Templare. In realtà i Cavalieri hanno accettato il martirio fedeli alla Chiesa che li aveva assolti pur non pubblicando la sentenza: il Papa Clemente V voleva scongiurare uno scisma con la casa reale francese.

D. Veniamo alle cose serie. Lei appartiene a un’associazione che si ispira agli ideali dei Cavalieri Templari. Quali sono gli obiettivi dell’associazione?

R. La nostra missione è principalmente “caritativa”. Per questo abbiamo scelto di dedicare il nostro Priorato a San Martino, l’antico cavaliere che donò parte del suo mantello al povero sfinito dal freddo. Inoltre, ci sforziamo di promuovere l’ecumenismo secondo le raccomandazioni del Santo Padre, di difendere la vita, la Chiesa e i cristiani. Con tutto questo vogliamo dare una testimonianza di fede autentica e siamo disposti a donare la vita per il nostro ideale.

D. Quello dei Templari era un ordine religioso, i cavalieri erano monaci che pronunciavano i tre voti. Lei considera la sua come una vocazione? Come una vocazione esigente?

R. Non tutti gli uomini si possono dedicare alla via del sacerdozio o del monachesimo. Esiste una terza via che risponde alle esigenze di ordine morale e spirituale dei laici, la via della Cavalleria dove riscoprire i valori dell’integrità, della correttezza, della solidarietà, della salvaguardia della religione e della tradizione. Una via che la Chiesa dovrebbe tenere in gran considerazione. Il Priorato di San Martino, come dicevo, ha una missione principalmente caritativa, ma non tralasciamo la preghiera in comune, lo studio e la tradizione.

D. Parlando di Ordini cavallereschi si pensa a un passato morto e sepolto, un passato fatto di spade e mantelli cavallereschi. Sono sicuro che i neo-templari non la vedono così.

R. Secondo noi il manto templare deve essere una testimonianza di fede, mostrato quando possibile e quando permesso dalla Chiesa. I Templari oggi devono essere testimoni di fede, difensori dei valori che da questa conseguono e difensori della gente cristiana. Devono essere retti e corretti, perché devono essere esempio.

D. I Templari erano noti per essere un ordine d’èlite. Anche oggi siete un’èlite? Di che tipo: economica, umana, spirituale?

R. Il motto dei Cavalieri Templari era “Non nobis, Domine, non nobis sed nomini Tuo da gloriam” (“Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria”), perciò neanche l’ambizione ci deve appartenere. Inoltre per la maggior parte siamo persone comuni. La nostra aspirazione è quella di lavorare per Nostro Signore Gesù Cristo e crescere nella fede e nelle opere. Non credo che ciò si possa considerare elitario. In una società sana dovrebbe essere comune.

D. Un’ultima domanda. Le donne possono far parte dell’Ordine?

R. Si, certo, le donne possono far parte dell'Ordine.
 
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